Una sperimentazione di 16 mesi al perimetro di un impianto di trattamento rifiuti valuta come migliorare il riconoscimento delle sorgenti odorigene

I nasi elettronici possono monitorare gli odori in continuo, ma mantenere misure affidabili nel tempo richiede di gestire le interferenze ambientali e i cambiamenti nella risposta dei sensori. A questi problemi è dedicato uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Environmental Management, firmato da Christian Ratti, Andreas Cardona, Jordi Fonollosa e Laura Capelli.

La ricerca, disponibile nell’archivio del Politecnico di Milano, ha esaminato due strumenti installati al perimetro di un impianto di trattamento rifiuti per 16 mesi, valutando strategie di correzione degli effetti dell’umidità e della deriva dei sensori. re.public.polimi.it

Nasi elettronici: perché la risposta può cambiare

Le variazioni di umidità possono modificare il segnale dei sensori anche senza un corrispondente cambiamento dell’odore. La deriva, invece, indica una variazione della risposta nel tempo: lo stesso strumento può produrre segnali differenti quando viene esposto a una miscela analoga.

Lo studio completo affronta queste interferenze attraverso il pretrattamento dei dati, prima della classificazione degli odori. Il lavoro confronta due strategie e verifica le prestazioni attraverso prove sul campo. Secondo gli autori, le correzioni riducono gli effetti della deriva e migliorano l’accuratezza nel riconoscimento delle diverse sorgenti. Il risultato riguarda le condizioni sperimentate, senza dimostrare automaticamente la stessa efficacia in ogni impianto. re.public.polimi.it

Il ruolo delle verifiche nelle condizioni reali

La questione riguarda anche l’impiego quotidiano degli strumenti. Il documento tecnico SNPA sulle emissioni odorigene distingue tre livelli di verifica per gli IOMS, i sistemi strumentali di monitoraggio degli odori: controllo metrologico iniziale, verifica dell’addestramento sul campo e verifica delle prestazioni durante l’utilizzo.

L’addestramento serve a collegare le risposte strumentali agli indicatori ottenuti con il metodo sensoriale di riferimento. Le verifiche successive permettono di valutare il comportamento dello strumento nelle condizioni ambientali effettive, considerando fattori come umidità e temperatura.

Questi sistemi possono essere impiegati alla sorgente, al perimetro degli stabilimenti oppure nelle aree interessate dalle ricadute. Ogni collocazione presenta esigenze differenti di riconoscimento e misura. www.snpambiente.it

Un contributo al monitoraggio integrato

Il monitoraggio continuo può affiancare le campagne di campionamento, contribuendo a descrivere l’evoluzione del fenomeno nel tempo. Come ricostruisce Arpa Piemonte nella presentazione delle tecniche di indagine, gli strumenti automatici completano l’analisi di situazioni già caratterizzate sotto il profilo olfattometrico e chimico.

L’olfattometria dinamica misura la concentrazione di odore nei campioni attraverso valutatori selezionati. La caratterizzazione chimica, le osservazioni sul territorio e i modelli di dispersione forniscono ulteriori elementi. L’affidabilità dei nasi elettronici nel lungo periodo contribuisce quindi a questo insieme di informazioni, che sostiene la valutazione delle emissioni e del disturbo.


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