Il progetto sviluppa uno strumento compatto per identificare i composti odorigeni nei luoghi in cui si manifestano le molestie. Misure in continuo, versione a valigetta e dati meteorologici per ricostruire la diffusione dei miasmi

Un gascromatografo portatile per il monitoraggio degli odori direttamente sul territorio, capace di separare e riconoscere i composti presenti nell’aria e di integrare le misure con informazioni meteorologiche. È la tecnologia sviluppata con ODOR-GC, progetto di ricerca industriale arrivato nel 2026 alla fase conclusiva.

L’obiettivo è affrontare uno dei problemi più difficili delle molestie olfattive: riuscire a misurare un fenomeno nel momento e nel luogo in cui si manifesta.

Il progetto è stato coordinato da ProAmbiente e sviluppato insieme al Laboratorio Terra&AcquaTech dell’Università di Ferrara e a CRPA Lab, con il coinvolgimento di imprese del settore. È stato finanziato attraverso il programma PR-FESR 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna.

Gas-cromatografo portatile per il monitoraggio degli odori: cosa fa ODOR-GC

Il cuore del progetto è uno strumento appartenente alla famiglia degli IOMS – Instrumental Odour Monitoring Systems, ma con una caratteristica particolare: ODOR-GC sfrutta la gas-cromatografia.

Questo significa che il sistema non si limita a produrre un segnale complessivo associato alla presenza di determinate sostanze.

La miscela gassosa viene separata e lo strumento punta a riconoscere individualmente specifici composti target, producendo informazioni qualitative sulla composizione dell’aria analizzata.

È una differenza importante soprattutto quando sullo stesso territorio sono presenti più possibili sorgenti odorigene.

Discariche, depuratori, biodigestori e stabilimenti industriali possono infatti generare miscele differenti. Sapere che si sta verificando un’anomalia è utile; riuscire anche a comprendere quali composti caratterizzano quell’evento può fornire informazioni ulteriori nella ricerca della sorgente.

Dal laboratorio a una valigetta

Alla base di ODOR-GC c’è la piattaforma Compact-GC, sviluppata e brevettata nella sezione bolognese dell’Istituto per la Microelettronica e i Microsistemi del CNR.

La miniaturizzazione rappresenta uno degli elementi centrali del progetto.

Il core analitico, comprendente iniettore, pre-concentratore e colonna di separazione, è realizzato utilizzando tecnologia MEMS, acronimo di Micro-Electro-Mechanical Systems.

Le dimensioni e i consumi ridotti dei componenti consentono di pensare a strumenti molto più compatti rispetto alla tradizionale strumentazione analitica da laboratorio.

Il progetto ha previsto infatti due configurazioni differenti.

La prima è un cabinet destinato alle misurazioni continuative. La seconda è una versione portatile, delle dimensioni indicative di una valigetta, pensata per effettuare misure spot direttamente sul territorio.

Ed è quest’ultima applicazione a essere particolarmente interessante nel caso degli episodi odorigeni intermittenti.

Arriva la segnalazione? Lo strumento può essere portato sul posto

Uno dei problemi tipici delle molestie olfattive è la loro imprevedibilità.

Un odore può comparire improvvisamente, essere percepito intensamente per alcune decine di minuti e successivamente scomparire.

Quando il tecnico arriva sul posto, l’evento potrebbe essere già terminato.

La versione portatile di ODOR-GC nasce anche per consentire misurazioni in campo in seguito a eventi emissivi non sistematici, mentre la configurazione fissa permette un controllo continuativo.

Il progetto ha previsto campagne sperimentali presso siti industriali, confrontando i risultati dello strumento con metodologie come GC-MS e olfattometria dinamica.

La sperimentazione sul campo è quindi fondamentale per verificare sensibilità, capacità di riconoscimento dei composti e affidabilità delle misure.

Non soltanto sensori: ODOR-GC separa i composti

Il progetto permette anche di comprendere una differenza importante tra le varie tecnologie utilizzate per il monitoraggio degli odori.

I cosiddetti nasi elettronici utilizzano generalmente array di sensori e sistemi di elaborazione capaci di riconoscere pattern caratteristici associati a determinate miscele.

ODOR-GC utilizza invece il principio della gas-cromatografia per separare i componenti della miscela prima della loro rilevazione.

Il sistema può quindi fornire un’informazione diversa e complementare.

La piattaforma è progettata per lavorare fino a 150 °C, caratteristica che, secondo i promotori, consente di estendere la rilevazione anche a composti alto-bollenti difficilmente individuabili attraverso alcune strumentazioni standard.

Dalla misura alla mappa del miasmo

ODOR-GC non termina però il proprio lavoro quando individua un composto.

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è l’integrazione tra analisi chimica e modellistica atmosferica.

I dati raccolti dallo strumento vengono infatti associati a un modello meteorologico ad alta risoluzione spazio-temporale.

L’obiettivo è ricostruire la diffusione e le possibili traiettorie delle emissioni, rappresentando le informazioni attraverso mappe geolocalizzate all’interno di una piattaforma web.

In prospettiva significa mettere insieme due domande che, nella gestione di una molestia olfattiva, sono strettamente collegate:

che cosa stiamo rilevando e da quale direzione potrebbe essere arrivato?

Discariche, biodigestori e depuratori tra le possibili applicazioni

Il sistema è stato pensato per essere applicabile a differenti sorgenti.

Tra quelle indicate nel progetto figurano discariche, stabilimenti industriali, biodigestori e impianti di trattamento delle acque.

Sono proprio alcuni degli impianti che più frequentemente finiscono al centro di segnalazioni territoriali per cattivi odori.

Alla sperimentazione hanno partecipato anche aziende: Avicola Artigiana, Benvic, Lab Service Analytica e Pollution Analytical Equipment figurano tra i soggetti coinvolti nel progetto.

La presenza delle imprese ha consentito di affiancare alla ricerca di laboratorio una fase di verifica in condizioni operative reali.

Nel 2026 la presentazione dei risultati

Il percorso di ODOR-GC ha avuto una durata prevista di trenta mesi, dal gennaio 2024 al luglio 2026.

I risultati sono stati al centro del convegno “Quando l’odore diventa dato – Tecnologie e strategie per il monitoraggio delle emissioni odorigene”, organizzato il 16 luglio 2026 presso l’Area Territoriale di Ricerca del CNR di Bologna.

Durante l’appuntamento sono stati messi a confronto ODOR-GC con altre esperienze italiane di monitoraggio, tra cui NOSE, ODORPREP e sistemi per il rilevamento dei composti odorigeni. Il programma ufficiale del convegno pubblicato da CRPA ha dedicato una sessione specifica all’infrastruttura sviluppata dal progetto.

Quando l’odore diventa davvero un dato

L’interesse di ODOR-GC sta soprattutto nel tentativo di avvicinare capacità analitica e monitoraggio sul territorio.

L’olfattometria dinamica rimane fondamentale per quantificare la concentrazione di odore percepibile dall’uomo. I nasi elettronici possono riconoscere pattern odorigeni. La GC-MS permette analisi chimiche estremamente approfondite.

Un gascromatografo miniaturizzato e trasportabile cerca di occupare un altro spazio: portare una capacità di separazione e riconoscimento dei composti direttamente vicino alla sorgente o al luogo nel quale viene segnalato il problema.

Se tecnologie di questo tipo riusciranno a consolidarsi fuori dai progetti sperimentali, potrebbero diventare un ulteriore strumento a disposizione di aziende, laboratori e amministrazioni nella gestione delle molestie olfattive.

Perché la sfida del monitoraggio degli odori è sempre più quella di trasformare una frase inevitabilmente soggettiva – “qui c’è puzza” – in una sequenza di informazioni misurabili: cosa, quando, dove e, possibilmente, da dove.


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