Il 25 e 26 novembre esperti, enti ambientali, ricercatori e imprese si incontrano nell’Auditorium del Ministero dell’Ambiente. Al centro misurazione, monitoraggio, tecnologie di abbattimento e regole per la gestione degli odori

Dalla misura con il naso umano ai sistemi strumentali, passando per modelli di dispersione, tecnologie di abbattimento e nuove regole. Per due giorni a Roma le emissioni odorigene diventano il centro del confronto tra ricerca, istituzioni e mondo produttivo.

L’appuntamento è con Scuola Odori 2026, in programma mercoledì 25 e giovedì 26 novembre nell’Auditorium del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’iniziativa è promossa da RSE, SNPA e CNR e nasce con l’obiettivo di mettere a confronto competenze ed esperienze maturate nella gestione di uno dei problemi ambientali più difficili da affrontare: gli odori prodotti dagli impianti e dalle attività industriali.

Pagina ufficiale di Scuola Odori 2026

Perché gli odori sono un problema complicato

Il punto di partenza della manifestazione è una difficoltà ben conosciuta da tecnici, amministrazioni e imprese.

Misurare un odore non è semplice come misurare una temperatura.

La percezione coinvolge il sistema olfattivo umano, mentre l’emissione può essere composta da decine o centinaia di sostanze differenti.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono vento, temperatura, caratteristiche del territorio, distanza dalle abitazioni e funzionamento dell’impianto.

Un episodio odorigeno può inoltre essere breve e intermittente: può comparire, generare decine di segnalazioni e scomparire prima che sia possibile effettuare un campionamento.

Per questo oggi il settore utilizza strumenti molto differenti, dall’olfattometria dinamica alle analisi chimiche, fino ai sensori, ai sistemi strumentali di monitoraggio e ai modelli matematici di dispersione.

Misurare, monitorare e ridurre

Sono proprio questi i grandi temi attorno ai quali ruota Scuola Odori.

Secondo la presentazione dell’evento pubblicata dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, l’incontro affronterà gli strumenti disponibili per misurare, monitorare, contenere e regolamentare le emissioni odorigene industriali.

Non quindi una conferenza dedicata a una singola tecnologia, ma un confronto sull’intera filiera della gestione dell’odore.

Il primo passaggio è capire che cosa viene emesso e con quale intensità.

Il secondo è stabilire come quella emissione si propaga nell’ambiente e quale impatto possa avere sui recettori.

Il terzo riguarda gli interventi: modifiche al processo, confinamento delle sorgenti e tecnologie di trattamento dell’aria.

Dal panel ai nasi elettronici

Il settore sta vivendo una fase di forte evoluzione tecnologica.

L’olfattometria dinamica, disciplinata dalla EN 13725, continua ad avere un ruolo centrale nella determinazione della concentrazione di odore attraverso un panel umano selezionato.

Accanto a questa metodologia stanno però crescendo i sistemi strumentali.

Gli IOMS – Instrumental Odour Monitoring Systems possono utilizzare matrici di sensori e algoritmi per riconoscere determinate impronte presenti nell’aria e seguirne l’andamento nel tempo.

Poi ci sono le analisi chimiche, indispensabili quando occorre capire quali sostanze siano presenti in un’emissione e in quali concentrazioni.

Nessuno di questi strumenti risponde esattamente alla stessa domanda.

Ed è proprio la loro integrazione a rappresentare uno dei punti più interessanti del monitoraggio moderno.

Il nodo delle regole

Scuola Odori arriva inoltre in una fase importante dal punto di vista normativo.

Il riferimento nazionale è l’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006, dedicato alle emissioni odorigene.

Nel 2023 il Ministero dell’Ambiente ha approvato con il decreto direttoriale 309 gli indirizzi per la sua applicazione, costruendo un quadro tecnico nazionale che comprende studi di impatto olfattivo, campionamento, gestione delle segnalazioni, caratterizzazione chimica e sistemi strumentali.

Decreto 309/2023 del MASE

A questo si aggiungono normative e indirizzi sviluppati nel tempo dalle singole Regioni.

Per imprese e autorità competenti significa confrontarsi con un quadro nel quale il problema odorigeno può entrare direttamente nelle autorizzazioni ambientali e nelle relative prescrizioni.

SNPA ha aggiornato anche il riferimento tecnico

Un altro elemento importante è arrivato nel 2025.

SNPA ha pubblicato “Emissioni odorigene: elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio”, aggiornando il precedente documento nazionale del 2018.

Il nuovo lavoro tiene conto dell’evoluzione delle tecnologie, della normativa e della normazione tecnica.

Documento tecnico SNPA sulle emissioni odorigene

Il documento affronta diversi aspetti che ritroviamo quotidianamente nel settore: campionamento, olfattometria, monitoraggio sul territorio, analisi chimiche e tecnologie strumentali.

Scuola Odori rappresenta quindi anche un’occasione per mettere queste conoscenze a confronto con esperienze concrete.

Non solo enti pubblici

L’appuntamento interessa naturalmente il mondo delle Agenzie ambientali e della ricerca, ma il tema riguarda direttamente anche aziende, gestori di impianti, laboratori, progettisti, consulenti e produttori di tecnologie.

Per un’impresa, infatti, gestire correttamente un’emissione odorigena può significare prevenire conflitti con il territorio, rispettare prescrizioni autorizzative e individuare più rapidamente eventuali problemi di processo.

Per chi produce sistemi di abbattimento o monitoraggio significa invece confrontarsi con esigenze che stanno diventando sempre più sofisticate.

Non basta sapere che un impianto produce odore.

Bisogna capire quando, dove, quanto e perché.

Prevista anche la partecipazione a distanza

L’evento sarà organizzato in modalità ibrida, permettendo la partecipazione sia in presenza sia da remoto.

La partecipazione richiede la registrazione secondo le modalità indicate dagli organizzatori.

È prevista inoltre una call for papers, attraverso la quale possono essere proposti contributi scientifici e tecnici legati ai temi della manifestazione.

Informazioni e aggiornamenti sono pubblicati nella pagina ufficiale SNPA dedicata a Scuola Odori 2026.

Un settore sempre più specializzato

La nascita di appuntamenti specificamente dedicati agli odori racconta anche qualcosa dell’evoluzione del settore ambientale.

Quella che per anni poteva essere liquidata semplicemente come “puzza” proveniente da un impianto è diventata una materia nella quale si incrociano chimica, microbiologia, sensoristica, meteorologia, modellistica, diritto ambientale e percezione umana.

E più aumentano gli strumenti disponibili, più diventa importante capire quale utilizzare e in quale situazione.

È proprio questo il terreno sul quale si muoverà Scuola Odori 2026: mettere insieme esperienze e competenze differenti per affrontare un problema che resta estremamente concreto.

Perché dietro ogni segnalazione di cattivo odore c’è una domanda apparentemente semplice, ma tecnicamente complessa: da dove arriva e come possiamo ridurlo?


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