La relazione ambientale 2026 riporta 406 contatti con l’URP e 21 tavoli di confronto riferiti al 2024. Coinvolti anche altri comparti industriali

Gli odori molesti in Piemonte riguardano attività produttive diverse, dagli allevamenti alla lavorazione dei bitumi, fino alle industrie metalmeccaniche e agli impianti di trattamento dei rifiuti. La Relazione sullo stato dell’ambiente 2026 di Regione e Arpa Piemonte restituisce un quadro delle indagini e delle richieste dei cittadini, attraverso dati che, nelle sezioni dedicate al disturbo olfattivo, si riferiscono al 2024. Il portale dell’ambiente in Piemonte

Odori molesti in Piemonte: i settori coinvolti

La sezione sulle esperienze nel territorio regionale elenca indagini riguardanti nove aziende zootecniche, sei aziende di produzione o lavorazione dei bitumi e tre industrie metalmeccaniche o automobilistiche.

Sono indicati anche due impianti di trattamento rifiuti, uno dei quali con produzione di energia, e singole attività nei settori dei sottoprodotti di origine animale, della gomma, della fonderia, della depurazione, della farmaceutica e della produzione di materiale plastico. Un tavolo riguarda sorgenti non note.

Nel 2024 i tavoli di confronto sono stati 21: dieci nel territorio torinese, sette in quello cuneese, due nell’Alessandrino e due nel Novarese. Alcuni affrontano situazioni con più sorgenti: il numero dei tavoli, quindi, non coincide necessariamente con quello delle attività esaminate. Il portale dell’ambiente in Piemonte

I 406 contatti raccolti dall’URP

Un altro indicatore è costituito dai contatti raccolti dall’Ufficio per le relazioni con il pubblico di Arpa Piemonte. Nel 2024 quelli relativi agli odori sono stati 406, su 783 riguardanti complessivamente il tema dell’aria e 4.944 riferiti alle diverse matrici ambientali.

Gli odori rappresentano dunque circa il 52% dei contatti sul tema aria, percentuale calcolata sui valori pubblicati. Il dato comprende segnalazioni, esposti, richieste di informazioni, accesso agli atti e aggiornamenti sulle pratiche. Non misura quindi il numero di episodi accertati, né quello delle persone esposte.

La relazione segnala inoltre che le problematiche olfattive possono interessare, oltre a rifiuti, allevamenti e depuratori, lavorazioni industriali come bitumi, gomma, plastica e farmaceutica. Il portale dell’ambiente in Piemonte

Il confronto tra amministrazioni e imprese

La gestione delle criticità si inserisce nel percorso previsto dalle linee guida regionali del 2017. Come ricostruisce la sezione sui riferimenti normativi, il tavolo di confronto viene attivato dal sindaco del Comune interessato e coinvolge amministrazioni, autorità sanitarie e imprese per individuare e valutare possibili interventi di riduzione del disturbo.

Le linee guida disciplinano anche il monitoraggio della percezione dei cittadini, i campionamenti, la caratterizzazione chimica e gli studi di dispersione. Il quadro nazionale comprende gli indirizzi ministeriali del 2023 per l’applicazione dell’articolo 272-bis del decreto legislativo 152/2006. Il portale dell’ambiente in Piemonte

Come vengono svolte le indagini

Arpa Piemonte descrive un approccio che integra più tecniche di indagine. L’olfattometria dinamica misura la concentrazione di odore attraverso campioni analizzati da un gruppo di valutatori selezionati, ma non consente da sola il monitoraggio continuo del fenomeno.

Alle analisi olfattometriche possono quindi affiancarsi caratterizzazione chimica, strumenti di monitoraggio continuo, rilevazioni sul campo e modelli di dispersione atmosferica.

Anche le registrazioni dei cittadini possono entrare nel percorso di valutazione: volontari annotano gli eventi secondo modalità concordate e gli enti verificano i dati, tenendo conto delle condizioni meteorologiche. Gli strumenti di monitoraggio degli odori, indicati come IOMS, completano l’indagine in situazioni già caratterizzate dal punto di vista olfattometrico e chimico.


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