Il progetto tedesco-danese combina sensori e analisi dei dati per valutare la freschezza degli alimenti. L’obiettivo è aiutare negozi e ristorazione a ridurre gli sprechi
Un naso elettronico per carne e pesce che rileva un indicatore del deterioramento e aiuta a stimare la conservabilità residua. È la tecnologia al centro di PRECISE, progetto di cooperazione tedesco-danese finanziato dal programma Interreg Deutschland-Danmark e coordinato dalla University of Southern Denmark, SDU.
Come descritto nella pagina ufficiale del progetto, l’obiettivo è sviluppare uno strumento utilizzabile nei negozi e nella ristorazione per ottenere informazioni oggettive sulla freschezza di diversi prodotti. Il finanziamento indicato è di 1.885.263 euro, con un periodo progettuale dal 1° aprile 2023 al 31 marzo 2026. sdu.dk
La tecnologia è stata ripresa in una notizia pubblicata da chemeurope il 16 settembre 2026, che ne illustra le prospettive applicative per il controllo degli alimenti.
Naso elettronico per carne e pesce: il ruolo della cadaverina
Il dispositivo misura la cadaverina, un’ammina biogena associata al deterioramento di carne e pesce. La tecnologia ne rileva la presenza nell’aria a contatto con il prodotto, utilizzandola come biomarcatore.
Il comunicato ufficiale di presentazione di PRECISE descrive una sonda vibrante rivestita con molecole capaci di legare la cadaverina. Questo legame modifica la frequenza di risonanza della sonda, producendo una variazione misurabile.
Il segnale viene quindi utilizzato per ricavare informazioni sullo stato del prodotto. Il progetto punta ad ampliare le tipologie di carne e pesce analizzabili e a integrare le misurazioni in un algoritmo per stimarne la conservabilità. interreg-de-dk.eu
Sensori, dati e intelligenza artificiale
La componente sensoristica è affiancata dall’analisi dei dati e dagli algoritmi di intelligenza artificiale, secondo quanto riportato nella notizia di chemeurope. La SDU contribuisce allo sviluppo del dispositivo, mentre la Technische Hochschule Lübeck apporta competenze nell’elaborazione delle misurazioni.
Tra gli obiettivi elencati dall’ateneo figurano la costruzione di banche dati per diverse tipologie di alimenti e la riproducibilità delle misure tra i sensori. Quest’ultimo aspetto è centrale per ottenere risultati confrontabili attraverso dispositivi differenti. sdu.dk
La sfida consiste nel collegare il segnale rilevato alle caratteristiche del prodotto esaminato, trasformando la misurazione di un biomarcatore in un’informazione utile per gli operatori.
Le sperimentazioni sulla freschezza
La linea di ricerca comprende studi dedicati a prodotti specifici. Una pubblicazione sulla valutazione del deterioramento di carne suina e ovina con un naso elettronico portatile confronta quattro indicatori: risposta del sensore, conte microbiche, valutazione sensoriale e concentrazione di cadaverina. University of Southern Denmark
Un altro studio riguarda il potenziale del biosensore per stimare la conservabilità del tonno pinna gialla refrigerato, attraverso la misurazione della cadaverina nell’aria sopra il campione. University of Southern Denmark
Questi lavori inquadrano il dispositivo come uno strumento per valutare freschezza e deterioramento. Le fonti citate non documentano una capacità di rilevare ogni possibile pericolo alimentare: la misurazione di un singolo biomarcatore non va quindi presentata come una certificazione generale di sicurezza.
Sei partner per ridurre gli sprechi
Il partenariato comprende SDU, AmiNIC, Fraunhofer ISIT, istituto alimentare KIN, Technische Hochschule Lübeck e Hochschule Flensburg. Il progetto riunisce competenze nella sensoristica, nei microsistemi, nell’analisi alimentare e nell’elaborazione dei dati. sdu.dk
L’applicazione prevista è un dispositivo pratico, utilizzabile direttamente dagli operatori. La notizia di settembre ne descrive questa prospettiva, ma non fornisce dettagli su disponibilità commerciale, prezzo o prestazioni per tutte le categorie di carne e pesce.
L’obiettivo di PRECISE è rendere più precisa la valutazione della freschezza, fornendo un supporto alle decisioni che possono evitare lo scarto prematuro degli alimenti.


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