Il documento tecnico SNPA del 2025 mette a confronto analisi sensoriali, strumenti automatici e indagini sul territorio. Ogni tecnica risponde a obiettivi diversi.
Il monitoraggio degli odori richiede strumenti diversi a seconda della domanda da affrontare: misurare un’emissione, identificare le sostanze presenti nell’aria o valutare il disturbo nelle zone abitate. Un riferimento per orientare queste scelte è il documento “Emissioni odorigene: elementi di riferimento e approcci metodologici per il monitoraggio”, approvato dal Consiglio SNPA il 23 gennaio 2025 e pubblicato nel marzo dello stesso anno.
La pubblicazione tecnica SNPA aggiorna il documento del 2018, integrando gli sviluppi tecnologici, le norme tecniche e le novità legislative. L’obiettivo dichiarato è fornire agli enti di controllo informazioni per scegliere gli approcci di prevenzione, verifica e valutazione delle emissioni. Sistema nazionale protezione ambiente
Monitoraggio degli odori: partire dall’obiettivo dell’indagine
Il documento SNPA completo affronta anche i fattori che concorrono al disturbo olfattivo. Il riferimento FIDOL comprende frequenza, intensità, durata, sgradevolezza e caratteristiche del luogo in cui l’odore viene percepito.
La valutazione considera quindi più elementi: quanto spesso si manifesta un episodio, quanto dura e quali aree interessa. Queste informazioni contribuiscono a descrivere l’impatto sul territorio e a impostare gli approfondimenti tecnici. snpambiente.it
Olfattometria e analisi chimica: informazioni complementari
L’olfattometria dinamica determina la concentrazione di odore di un campione attraverso un gruppo di valutatori selezionati. È una misura sensoriale standardizzata, ma restituisce informazioni sui campioni raccolti e non consente, da sola, di seguire continuamente il fenomeno.
La caratterizzazione chimica serve invece a individuare le sostanze presenti nelle emissioni e nell’aria delle aree circostanti, cercando anche possibili indicatori delle sorgenti. Come descrive Arpa Piemonte nella presentazione delle tecniche di indagine, le due metodologie possono essere integrate con rilevazioni sul campo e monitoraggi strumentali. Il portale dell’ambiente in Piemonte
Strumenti automatici: addestramento e verifiche sul campo
Gli IOMS, sistemi strumentali di monitoraggio degli odori, possono essere impiegati alla sorgente, al perimetro di uno stabilimento o presso i ricettori, come le aree abitate.
SNPA sottolinea l’importanza dell’addestramento dello strumento e della verifica delle prestazioni nelle condizioni reali di utilizzo. Umidità, temperatura e altre variabili ambientali possono influenzare la risposta dei sensori. La disponibilità di misure continue richiede quindi un percorso di validazione coerente con l’applicazione prevista. snpambiente.it
Segnalazioni, sopralluoghi e modelli di dispersione
Le registrazioni dei cittadini possono aiutare a ricostruire gli eventi, purché raccolte secondo modalità definite e sottoposte a verifica, anche attraverso i dati meteorologici. Le indagini sensoriali sul campo consentono invece di rilevare direttamente la presenza degli odori nell’aria ambiente. Il portale dell’ambiente in Piemonte
I modelli di dispersione atmosferica, illustrati anche dal Laboratorio Olfattometrico del Politecnico di Milano, permettono di stimare come le emissioni si distribuiscono nel territorio. La loro applicazione richiede una caratterizzazione delle sorgenti, comprese quelle diffuse, come vasche, serbatoi e discariche.


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