Presentati a Reggio Emilia i risultati della sperimentazione coordinata da CRPA. Il sistema integra filtrazione e cristallizzazione per ottenere materiali destinati alla filiera dei fertilizzanti.
Recuperare nutrienti dai digestati e trasformarli in materiali utilizzabili per produrre fertilizzanti. È il risultato al centro del progetto STRUVITE, che ha concluso la sperimentazione sul campo e presentato gli esiti il 29 settembre 2026 al Tecnopolo di Reggio Emilia.
Secondo i risultati pubblicati dal gruppo di ricerca, il percorso ha portato alla validazione di un impianto pilota in scala aziendale, alimentato con circa cinque metri cubi al giorno di digestato agrozootecnico. Il coordinamento è di CRPA Lab, con le Università di Bologna e Ferrara, Clust-ER Greentech e il contributo del Consorzio italiano biogas.
Dal digestato al recupero dei nutrienti
Il digestato è il materiale che rimane dopo la digestione anaerobica delle biomasse. La sua gestione conserva un ruolo ambientale anche dopo la produzione del biogas.
La scheda del progetto CRPA collega il recupero di azoto e fosforo a un obiettivo più ampio: ridurre le emissioni di ammoniaca, metano e protossido di azoto nelle fasi di stoccaggio e utilizzo agronomico. La ricerca interviene quindi sul digestato prima della sua successiva gestione, recuperando elementi fertilizzanti.
Come funziona il sistema sperimentato
Il prototipo combina più passaggi. Dopo la microfiltrazione, la frazione liquida attraversa filtri ricchi di chabasite, una zeolite che trattiene parte dell’azoto ammoniacale.
Segue la cristallizzazione della struvite, un sale contenente fosforo, azoto e magnesio, favorita da un composito a base di biochar e magnesio. Una filtropressa separa infine il materiale disidratato. Il sistema è stato validato al livello TRL 7; il successivo sviluppo riguarda l’ingegnerizzazione industriale e il passaggio alla scala commerciale.
Che cosa significa per il controllo degli odori
Per il settore delle emissioni odorigene, l’interesse riguarda la possibilità di intervenire sulle caratteristiche del digestato, affiancando il recupero dei nutrienti agli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Resta una distinzione da mantenere: il recupero dell’azoto e la riduzione dell’ammoniaca non quantificano, da soli, l’abbattimento dell’intera miscela odorigena. Per attribuire al trattamento una prestazione sugli odori servono risultati specifici di valutazione olfattiva.
Disponibile la raccolta dei risultati
Con la conclusione delle attività operative, CRPA ha annunciato il 9 ottobre la pubblicazione di un opuscolo finale dedicato agli esiti della sperimentazione, rivolto a tecnici, agricoltori e operatori della filiera dei fertilizzanti. Il materiale raccoglie le prestazioni tecnologiche raggiunte e documenta il percorso di recupero dei nutrienti.


Lascia un commento