L’odorizzazione del biometano serve a rendere riconoscibile una possibile perdita di gas attraverso l’olfatto. Alcune sostanze presenti nel biometano possono però interferire con gli odorizzanti aggiunti, attenuandone l’intensità o modificandone l’odore caratteristico.
È il tema affrontato dal laboratorio LOD nell’approfondimento dedicato alla chimica dei composti interferenti, pubblicato dopo un intervento tecnico a Ecomondo 2024. Il problema riguarda la capacità del gas odorizzato di mantenere un segnale olfattivo riconoscibile. www.lodsrl.it
Odorizzazione del biometano: perché gli interferenti contano
Nell’esperienza descritta da LOD, tra le sostanze da considerare figurano i terpeni, insieme ad altri microcomponenti che possono influire sulla percezione della miscela gas-odorizzante.
Il laboratorio distingue due possibili criticità: un odore percepito con intensità insufficiente oppure un’alterazione della sua tipologia, che rende meno riconoscibile il carattere dell’odorizzante.
LOD riferisce di aver osservato concentrazioni sensibilmente più elevate di terpeni in oltre la metà dei campioni risultati non conformi per intensità d’odore. Il dato riguarda i campioni esaminati dal laboratorio e non rappresenta una percentuale di non conformità dell’intera produzione di biometano.
L’analisi chimica aiuta quindi a individuare possibili interferenti, mentre le prove olfattive verificano il comportamento della miscela. www.lodsrl.it
Che cosa verifica la rinoanalisi
La rinoanalisi è la tecnica sensoriale utilizzata per determinare le caratteristiche olfattive dei fluidi odorosi. La UNI 7133-3:2023, indicata come in vigore nel catalogo UNI, definisce le modalità delle prove in laboratorio o sul campo. UNI Ente Italiano di Normazione
Come illustra UNI nella presentazione della norma, gli esaminatori esprimono valutazioni sensoriali seguendo procedure operative e criteri di elaborazione statistica pensati per rendere i saggi confrontabili e riproducibili.
Le prove possono essere condotte in una camera dedicata, dove vengono simulate condizioni controllate di presenza del gas nell’aria. Ente Italiano di Normazione
Dalla composizione chimica alla prova sensoriale
Nella descrizione del proprio servizio di rinoanalisi, LOD spiega che all’interno della camera di prova viene preparata una miscela di aria, gas campione e composti odorizzanti.
Gli esaminatori, selezionati e addestrati, valutano la tipologia e l’intensità dell’odore. I risultati vengono poi confrontati con i requisiti tecnici di riferimento.
Il laboratorio indica inoltre la possibilità di effettuare studi su potenziali interferenti, come limonene, pinene e butanone. Il controllo mette così in relazione la composizione del campione con l’effettiva percezione dell’odore, verificando entrambi gli aspetti. LOD
Il riferimento per l’immissione del biometano in rete
Per l’immissione nelle reti di trasporto e distribuzione del gas naturale, il riferimento tecnico è la UNI/TS 11537:2024, anch’essa indicata come in vigore nel catalogo UNI.
La specifica fornisce indicazioni per garantire sicurezza e continuità del servizio, indipendentemente dalla fonte e dal metodo di produzione del biometano. UNI Ente Italiano di Normazione
Per produttori e laboratori, la verifica dell’odorizzabilità collega quindi qualità del gas e comportamento olfattivo: un passaggio tecnico che permette di valutare se l’odore di sicurezza conserva le caratteristiche richieste.


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