Al convegno sui polimeri di Lione l’azienda illustra l’analisi strumentale degli odori. Un’applicazione già documentata riguarda il controllo dei granuli di polietilene riciclato prodotti da Biffa.

Riconoscere un odore anomalo nella plastica riciclata prima che il materiale venga utilizzato in un nuovo prodotto è un problema concreto per chi lavora i polimeri. Residui di sostanze volatili possono modificare il profilo olfattivo dei granuli e rendere necessario un controllo dei lotti. Su questa applicazione si concentra l’intervento che Alpha MOS ha inserito nel programma del convegno sui polimeri in calendario il 22 settembre 2026 a Lione: una presentazione dell’analizzatore HERACLES applicato agli odori dei materiali plastici. Alpha-mos.com

La notizia è l’appuntamento tecnico. HERACLES non è un prodotto lanciato oggi: Alpha MOS ne documenta da anni l’impiego nell’analisi dei materiali. Il punto interessante, per il settore del riciclo, è capire che cosa può aggiungere un’analisi strumentale ai controlli sulla qualità olfattiva dei polimeri e quali risultati sono disponibili in un’applicazione industriale.

Come lavora HERACLES

Alpha MOS descrive HERACLES come un naso elettronico basato sulla gascromatografia rapida. Lo strumento analizza i composti volatili presenti nel campione e produce un profilo che può essere confrontato con quelli di materiali di riferimento. Il software AlphaSoft permette di elaborare i dati, classificare i campioni e costruire modelli per il controllo di conformità; il modulo AroChemBase offre un supporto alla caratterizzazione delle sostanze rilevate. Alpha-mos.com

Nell’uso sui polimeri, la domanda pratica può essere semplice: questo lotto ha un profilo olfattivo coerente con il materiale considerato accettabile? Se il profilo è diverso, l’analisi può aiutare ad approfondire quali composti contribuiscono all’anomalia. Il confronto richiede però riferimenti e un metodo di prova definiti per l’applicazione specifica: lo strumento non decide da solo se un materiale sia idoneo a qualunque impiego.

Va tenuta distinta anche la finalità della misura. Analizzare l’odore di un granulo o di un prodotto è diverso dal valutare le emissioni odorigene di uno stabilimento verso l’esterno. Nel primo caso l’obiettivo è il controllo del materiale; nel secondo entrano in gioco le sorgenti emissive dell’impianto, la dispersione e la possibile esposizione della popolazione. Presentare HERACLES come soluzione automatica per entrambi i problemi sarebbe improprio: l’applicazione illustrata dall’azienda riguarda qui soprattutto l’analisi dei polimeri. Alpha-mos.com

Il caso Biffa sui granuli di HDPE

Un esempio descritto da Alpha MOS è quello dell’azienda britannica Biffa, che produce granuli di polietilene ad alta densità riciclato, o HDPE. Secondo la scheda applicativa pubblicata dal produttore, Biffa utilizza il naso elettronico per verificare la qualità olfattiva dei lotti destinati, secondo i propri controlli, a impieghi negli imballaggi alimentari. Il sistema confronta i campioni con riferimenti definiti dall’azienda e può aiutare a esaminare i composti associati a eventuali odori residui. Alpha-mos.com

La procedura descritta è legata al ciclo produttivo. Per un lotto di circa 26 tonnellate, lavorato nell’arco di 20-24 ore, Biffa preleva un campione ogni ora e analizza i campioni alla fine della produzione. Se uno non rispetta il riferimento di qualità impiegato nel controllo, il lotto viene destinato a un uso tecnico anziché all’impiego previsto per il materiale di qualità alimentare. Alpha MOS riferisce anche che lo strumento è stato configurato inizialmente con il contributo di un panel sensoriale e viene confrontato periodicamente con un riferimento di HDPE vergine. Sono dettagli utili perché mostrano che il risultato dipende da una procedura di controllo costruita e mantenuta nel tempo. Alpha-mos.com

Nella testimonianza raccolta da Alpha MOS, Biffa attribuisce al metodo una riduzione dei tempi necessari a rilasciare un lotto rispetto al ricorso al solo panel sensoriale. È un risultato riportato dalle aziende coinvolte nel caso applicativo, non una prestazione verificata indipendentemente per ogni impianto. Allo stesso modo, la verifica del profilo olfattivo rappresenta una parte dei controlli sul materiale: non sostituisce automaticamente le altre valutazioni richieste per una specifica destinazione d’uso. Alpha-mos.com

Che cosa può interessare alle imprese del riciclo

Per un impianto che riceve plastiche da flussi diversi, il possibile vantaggio di un metodo strumentale è confrontare in modo ripetibile campioni e lotti e individuare più rapidamente quelli che richiedono un approfondimento. Alpha MOS pubblica inoltre note applicative dedicate al controllo dell’odore dei granuli di polietilene e all’individuazione di contaminanti nelle plastiche riciclate. Questi materiali descrivono possibilità d’impiego dello strumento; per valutarne l’utilità in un nuovo stabilimento servono prove sui materiali effettivamente trattati. Alpha-mos.com

Il tema da seguire dopo l’intervento di Lione è quindi quali dati Alpha MOS presenterà sui polimeri: tipo di campioni, criteri di confronto, capacità di distinguere i difetti e condizioni in cui il metodo è stato provato. Sono le informazioni che permettono di passare dalla descrizione del prodotto alla valutazione della sua applicabilità industriale. Il caso Biffa mostra una procedura operativa già raccontata dall’azienda; la presentazione del 22 settembre potrà aggiungere elementi più specifici sull’analisi degli odori nei polimeri.


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