In 18 praterie olandesi, i segnali chimici del terreno hanno mostrato legami con la gestione agricola e le comunità microbiche. Il sensore per l’impiego sul campo resta da sviluppare
L’odore del suolo potrebbe diventare uno strumento per osservare la vita microbica dei terreni agricoli. Una ricerca dell’ecologa Rosa Boone, della Radboud University, ha analizzato l’aria presente nel terreno di 18 praterie nei Paesi Bassi, individuando segnali associati alle pratiche di gestione e alle comunità di funghi e batteri.
Il lavoro, presentato dall’università il 23 settembre 2026, indica una possibile direzione per il monitoraggio: utilizzare i profili dei composti volatili come fonte di informazioni sul terreno. Non si tratta ancora di un dispositivo capace di diagnosticare automaticamente la salute del suolo, ma di risultati ottenuti attraverso campionamenti e analisi di laboratorio. Radboud University
Odore del suolo: il confronto tra 18 praterie
L’indagine si è svolta nell’Ooijpolder, vicino a Nimega, confrontando prati sottoposti a diverse intensità di gestione agricola. Come ricostruisce anche Tom’s Hardware Italia, alcuni terreni ricevevano maggiori apporti di fertilizzanti di sintesi, mentre altri erano gestiti in modo più estensivo.
Per raccogliere i campioni, Boone ha installato tubi forati nel terreno. Una pompa convogliava l’aria verso un sistema che tratteneva le molecole, successivamente analizzate in laboratorio.
L’obiettivo era confrontare i segnali chimici dei diversi siti, cercando relazioni tra gestione agricola e caratteristiche della vita microbica. Il passaggio centrale è quindi dall’odore percepito a un profilo analitico confrontabile.
Sedici segnali associati alla gestione agricola
L’analisi ha individuato 75 segnali odorosi, secondo la descrizione divulgativa della ricerca. Di questi, 16 risultavano associati alle differenze di gestione: nove aumentavano nei terreni gestiti più estensivamente, mentre sette diminuivano.
Tra i composti sensibili alle variazioni figuravano le aldeidi, che l’ateneo collega, nel contesto studiato, soprattutto all’attività dei funghi. Il profilo odoroso forniva informazioni sulla composizione e sull’attività delle comunità microbiche. Queste associazioni rappresentano il risultato della ricerca; non equivalgono ancora a una misura universale della salute di qualsiasi terreno. Radboud University
Un possibile strumento per seguire i cambiamenti del terreno
La prospettiva applicativa riguarda il controllo degli effetti delle pratiche agricole. Un sistema di lettura dei composti volatili potrebbe aiutare a seguire nel tempo la risposta del suolo alla riduzione dei fertilizzanti di sintesi, all’impiego di apporti organici o alla maggiore diversificazione vegetale.
Il progetto della Radboud University considera infatti i gas emessi dal terreno come possibili indicatori indiretti delle comunità microbiche. Il collegamento tra questi segnali e le funzioni del suolo è parte del percorso di ricerca. Radboud University
Il naso elettronico resta una prospettiva di sviluppo
L’applicazione immaginata è un naso elettronico utilizzabile sul campo, capace di leggere i segnali odorosi e restituire informazioni sulla vita microbica.
L’università precisa però che il dispositivo non è ancora disponibile. Il lavoro offre una base per svilupparlo, mentre la possibilità di ottenere indicazioni affidabili direttamente nei campi richiede ulteriori passaggi. Il risultato attuale è una relazione osservata tra profili odorosi, gestione agricola e microbi del terreno, non un sistema già pronto per l’impiego operativo.


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