Da giugno si moltiplicano le segnalazioni di cattivi odori. Dopo i sopralluoghi di Arpa Piemonte nasce un tavolo tecnico con Città Metropolitana, Asl e Comuni. I residenti diventeranno “sentinelle” per raccogliere dati da incrociare con vento, temperature e precipitazioni
Oltre 50 segnalazioni formali di cattivi odori in pochi mesi, controlli negli impianti produttivi della zona e ora un monitoraggio strutturato che coinvolgerà direttamente i cittadini. Succede tra Scalenghe e Piscina, nel Torinese, dove il problema delle molestie olfattive ha portato alla costituzione di un tavolo tecnico con gli enti competenti.
Le segnalazioni formali sono arrivate ai protocolli dei due Comuni a partire da giugno 2026, alle quali si sono aggiunte numerose comunicazioni informali rivolte agli amministratori locali.
La vicenda, però, era cominciata già diversi mesi prima.
I primi controlli sull’impianto di biogas
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, dopo le prime segnalazioni, il Comune di Scalenghe aveva chiesto ad Arpa Piemonte verifiche mirate sulle emissioni dell’impianto di produzione di biogas di A2A presente sul territorio comunale.
A marzo è seguito un primo sopralluogo dell’Agenzia insieme alla polizia municipale.
Con l’aumento delle segnalazioni, tuttavia, l’attenzione è stata allargata anche ad altre possibili fonti presenti sul territorio. A metà giugno è stato così effettuato un controllo Arpa nello stabilimento Raspini. In questo caso la relazione dell’Agenzia ha confermato la regolare conduzione dell’impianto, mentre la Città Metropolitana di Torino ha verificato il normale svolgimento delle attività produttive senza riscontrare anomalie di processo.
Dalla fine di giugno il Comune ha quindi iniziato a trasmettere ogni settimana ad Arpa, Asl e Città Metropolitana di Torino il riepilogo delle segnalazioni ricevute dalla popolazione.
Arpa ha effettuato anche diversi sopralluoghi nell’impianto di biogas A2A. Al momento del comunicato diffuso dal Comune, però, la relativa relazione non era ancora stata formalizzata.
Il confronto con A2A
Un nuovo passaggio è arrivato il 19 agosto, quando gli amministratori comunali hanno effettuato un sopralluogo e avuto un confronto con il responsabile dell’ingegneria per le bioenergie del gruppo A2A.
Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, l’azienda ha evidenziato di non ritenere l’impianto la causa esclusiva dei disagi segnalati, dichiarandosi comunque disponibile a collaborare per individuare eventuali ottimizzazioni dei processi.
Il sito di Scalenghe è stato recentemente interessato anche dalla conversione da biogas a biometano. A2A indica che l’impianto è entrato in esercizio nel dicembre 2025 e che, a regime, dovrebbe essere in grado di immettere nella rete circa 2,7 milioni di metri cubi di biometano all’anno.
Nasce il tavolo tecnico
L’intensificarsi delle segnalazioni dalla fine di luglio ha portato il Comune a chiedere un ulteriore salto di qualità nei controlli.
La Città Metropolitana di Torino ha quindi accolto la richiesta dell’amministrazione e convocato un tavolo tecnico congiunto dedicato alla situazione.
Ne fanno parte Città Metropolitana, Arpa, Asl, tecnici comunali e rappresentanti dei Comuni di Scalenghe e Piscina.
Il primo incontro si è tenuto il 27 agosto. Arpa ha confermato di aver svolto numerosi sopralluoghi, spiegando allo stesso tempo che le rilevazioni effettuate necessitano di ulteriori approfondimenti e tempi tecnici per l’elaborazione.
Ed è proprio da questo tavolo che dovrebbe partire una delle iniziative più interessanti: un monitoraggio attivo con il coinvolgimento della popolazione residente.
I cittadini diventano “sentinelle” degli odori
L’obiettivo è trasformare le segnalazioni dei residenti in informazioni raccolte in maniera più organizzata.
Le cosiddette “sentinelle” dovranno indicare in modo puntuale gli episodi di disturbo olfattivo. Le informazioni raccolte potranno poi essere analizzate insieme ai dati sulle condizioni atmosferiche, come forza e direzione del vento, precipitazioni e temperature.
È un passaggio importante perché uno dei problemi principali nelle indagini sulle molestie olfattive è proprio riuscire a collegare la percezione dell’odore a una determinata sorgente.
La semplice presenza di un cattivo odore, infatti, non consente automaticamente di stabilirne l’origine. Orario, durata dell’episodio, posizione del segnalante e condizioni meteorologiche possono contribuire a ricostruire la provenienza delle masse d’aria e restringere il campo delle possibili sorgenti.
Il coinvolgimento sistematico dei residenti è già utilizzato anche in altri territori italiani. In Lombardia, ad esempio, Arpa ha sviluppato l’applicativo MOLF, attraverso il quale cittadini selezionati come “sentinelle” registrano durata e intensità degli episodi odorigeni. I dati vengono successivamente validati e possono essere utilizzati per ricostruire gli scenari di impatto.
Le verifiche proseguono
A Scalenghe, dunque, l’origine delle molestie olfattive non può ancora considerarsi accertata. Ed è proprio questo uno degli aspetti centrali della vicenda.
Le verifiche hanno riguardato più realtà produttive, mentre il nuovo tavolo tecnico punta ora a mettere insieme sopralluoghi, segnalazioni della popolazione e informazioni meteorologiche per ottenere un quadro più preciso.
Il Comune ha annunciato che proseguirà le iniziative istituzionali e aggiornerà la popolazione sugli sviluppi.
Per Scalenghe e Piscina comincia quindi una nuova fase: dalle decine di segnalazioni raccolte negli ultimi mesi si passa a un monitoraggio strutturato del fenomeno, con l’obiettivo di individuare le possibili sorgenti e capire quali interventi possano essere necessari.


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