Un odore intenso e persistente è stato riscontrato anche dalla polizia municipale. Il Comune chiede ulteriori accertamenti ambientali. Quello delle molestie olfattive è un problema già emerso negli ultimi mesi in diverse aree del territorio beneventano
Un odore intenso e persistente, avvertito nella zona industriale di Benevento e confermato anche durante un sopralluogo della polizia municipale. Il problema delle molestie olfattive torna al centro dell’attenzione nel capoluogo sannita, dove il Comune ha chiesto ad Arpac di effettuare ulteriori controlli.
L’episodio risale al 5 agosto e interessa l’agglomerato industriale ASI.
A far partire le verifiche è stata una segnalazione del presidente del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Benevento relativa alla presenza di un forte odore molesto nei pressi dell’accesso alla zona Z5 dell’area industriale.
Il Comune ha quindi attivato il settore Ambiente e disposto un sopralluogo congiunto con la polizia municipale.
I miasmi riscontrati durante il sopralluogo
Gli agenti hanno verificato sul posto la situazione, constatando la persistenza dei miasmi.
Un elemento confermato anche dalle testimonianze raccolte tra i residenti della zona, che hanno riferito una maggiore intensità dei cattivi odori soprattutto nelle prime ore del mattino.
Il Comune ha quindi chiesto all’Arpa Campania di effettuare ulteriori accertamenti per approfondire l’origine del fenomeno.
Gli esiti del sopralluogo sono stati trasmessi anche al Consorzio ASI, alla Regione Campania, alla Provincia di Benevento e all’Asl, ciascuno per le valutazioni di propria competenza.
L’origine dell’odore deve essere individuata
Accertare che un cattivo odore sia effettivamente presente è soltanto il primo passaggio.
Il problema principale, nei casi di emissioni odorigene in un’area industriale, è riuscire a individuare con sufficiente precisione la sorgente responsabile.
In uno stesso polo produttivo possono infatti essere presenti numerose attività, reti di scarico, depuratori e processi industriali potenzialmente in grado di produrre sostanze odorigene.
Orario delle segnalazioni, durata, intensità, caratteristiche dell’odore e condizioni meteorologiche possono diventare informazioni importanti per restringere progressivamente il campo delle possibili sorgenti.
Il Consorzio ASI: centraline installate dal 2024
Sulla vicenda è intervenuto anche il Consorzio ASI di Benevento, che ha assicurato la propria collaborazione con gli enti incaricati degli accertamenti.
Il Consorzio ha ricordato che nell’area industriale sono presenti dal 2024 centraline di monitoraggio ambientale e ha annunciato l’intenzione di continuare a seguire le verifiche relative agli episodi di esalazioni maleodoranti.
Nella stessa comunicazione, il Consorzio ha riferito che una nota di monitoraggio Arpac avrebbe individuato, per alcuni episodi esaminati, una possibile criticità collegata al conferimento di acque di vegetazione ad elevato carico organico presso un impianto di depurazione, con conseguente sovraccarico impiantistico ed esalazioni odorigene.
Restano tuttavia al vaglio anche altre possibili sorgenti, proprio per la complessità dell’area industriale.
A Benevento il problema era già emerso
L’episodio di agosto non è isolato.
Nei mesi precedenti Arpa Campania era già intervenuta per diverse segnalazioni di molestie olfattive nella zona nord di Benevento, arrivate anche dai territori di Pesco Sannita e Pietrelcina.
In quel caso l’attenzione si era concentrata su un impianto di produzione di biometano mediante digestione anaerobica di biomasse agricole e zootecniche, situato in contrada San Domenico.
Dopo un primo sopralluogo effettuato insieme ai carabinieri forestali, Arpac era tornata nell’impianto il 13 giugno 2026.
La successiva relazione tecnica aveva evidenziato criticità strutturali e gestionali, tra cui difformità rispetto al progetto approvato e mancata ottemperanza ad alcune prescrizioni indicate dall’Agenzia, comprese misure finalizzate alla mitigazione delle emissioni odorigene.
Lo stop all’impianto di biometano
Gli accertamenti avevano avuto conseguenze concrete.
Il 16 giugno il Comune di Benevento aveva disposto la sospensione delle attività dell’impianto di biometano di contrada San Domenico, fino al rispetto delle prescrizioni e al ripristino delle condizioni previste per l’esercizio dell’attività.
Si tratta di una vicenda distinta dall’episodio segnalato ad agosto nell’area ASI, ma che mostra come il tema degli odori abbia assunto nel corso del 2026 un peso crescente sul territorio beneventano.
E mette in evidenza anche un altro elemento: la gestione delle molestie olfattive richiede spesso una successione di segnalazioni, sopralluoghi, controlli tecnici e verifiche autorizzative prima di poter arrivare all’individuazione delle cause e agli eventuali provvedimenti.
Arpac raccoglie anche le segnalazioni geolocalizzate
In Campania i cittadini possono contribuire direttamente alla raccolta delle informazioni.
Arpac mette infatti a disposizione strumenti digitali attraverso i quali è possibile inviare segnalazioni geolocalizzate relative alle molestie olfattive.
Attraverso l’app ufficiale di Arpa Campania, utilizzando il modulo “Segnalazioni” e l’accesso con Spid, è possibile indicare il tipo di odore percepito e la sua intensità.
L’Agenzia può utilizzare queste informazioni nell’ambito degli approfondimenti tecnico-scientifici e delle attività di controllo.
È disponibile anche ArpacOdorBot su Telegram, strumento sviluppato per raccogliere segnalazioni geolocalizzate relative ai disagi olfattivi.
Dalla segnalazione all’individuazione della sorgente
Il caso di Benevento mostra bene perché le segnalazioni dei cittadini rappresentino un punto di partenza importante, ma non necessariamente il punto di arrivo.
Per ricostruire un episodio odorigeno occorre mettere insieme segnalazioni, sopralluoghi, caratteristiche degli impianti, dati ambientali e verifiche sulle autorizzazioni.
Nella zona industriale ASI le verifiche proseguono quindi con l’obiettivo di chiarire l’origine dei miasmi segnalati.
Un fenomeno che, considerando anche gli episodi registrati negli ultimi mesi in altre aree del Beneventano, entra a pieno titolo tra i casi italiani da seguire sul fronte delle molestie olfattive e del rapporto tra attività produttive e territorio.


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