Nuovo giudizio al Tribunale di Macerata. Per la Corte, la valutazione delle molestie deve confrontarsi con lo studio sulle emissioni, le condizioni dell’autorizzazione e gli interventi tecnici adottati dall’azienda

Le segnalazioni dei residenti, lo studio sulle emissioni e le verifiche sull’impianto devono essere valutati insieme. È il punto centrale della sentenza della Cassazione n. 30546, depositata l’11 agosto 2026, relativa agli odori prodotti da una fonderia.

La Corte ha annullato con rinvio la condanna pronunciata dal Tribunale di Macerata nei confronti del delegato Ambiente e Sicurezza e del legale rappresentante della società. Il procedimento dovrà essere nuovamente esaminato da un diverso giudice dello stesso tribunale.

La contestazione riguardava il reato previsto dall’articolo 674 del codice penale, il getto pericoloso di cose, applicabile anche alle emissioni olfattive moleste. La decisione interviene sulla motivazione della condanna e sul modo in cui erano state considerate le prove. Doctrine

Lo studio sulle emissioni e le verifiche sulla fonderia

Nella vicenda avevano avuto un ruolo le segnalazioni dei cittadini e uno studio commissionato dall’azienda sulla conformità delle emissioni ai parametri del decreto direttoriale MASE n. 309/2023.

La difesa aveva richiamato i risultati favorevoli dello studio e l’assenza di valori anomali nei rilevamenti ARPAM. Erano emerse anche questioni relative alla sigillatura delle aperture della fonderia: alcune erano state chiuse, mentre restava da approfondire la possibilità di intervenire sulle altre.

Secondo la ricostruzione contenuta nel commento dello Studio legale Scarlino alla sentenza, il Tribunale aveva considerato durata, reiterazione ed entità degli odori sufficienti a dimostrare il superamento della tollerabilità.

Per la Cassazione, però, occorreva confrontarsi con i risultati tecnici, spiegando perché gli elementi relativi alle aperture fossero decisivi nonostante le obiezioni della società. La sola necessità di approfondire ulteriori interventi di sigillatura non risolveva quel confronto. Studio Legale Scarlino

Quale tollerabilità si applica alle emissioni autorizzate

La Corte richiama una distinzione già presente nella propria giurisprudenza. Per un’attività produttiva priva di autorizzazione, la molestia viene valutata secondo il criterio della stretta tollerabilità.

Quando l’attività è invece esercitata conformemente all’autorizzazione, senza superare i limiti consentiti, il riferimento è la normale tollerabilità, purché l’impresa abbia adottato gli accorgimenti tecnici ragionevolmente utilizzabili per ridurre l’impatto esterno.

Nella sentenza integrale pubblicata su Doctrine, la Cassazione contesta proprio il mancato confronto tra la ricostruzione difensiva fondata sui dati tecnici e la valutazione delle dichiarazioni dei residenti. Doctrine

Il rapporto tra attività produttiva e proprietà vicine

Il riferimento alla normale tollerabilità deriva dall’articolo 844 del codice civile, che disciplina le immissioni provenienti dal fondo del vicino: esalazioni, fumo, calore, rumori e altre propagazioni.

La norma richiede di considerare anche le condizioni dei luoghi. Nell’applicarla, il giudice deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà e può tenere conto della priorità di un determinato uso.

La valutazione, quindi, richiede di esaminare il contesto concreto in cui le immissioni vengono prodotte e ricevute. Nel caso della fonderia, la Cassazione ha rilevato che questo confronto non era stato adeguatamente sviluppato nella motivazione. Portale Normativo

Perché il processo dovrà essere rifatto

L’annullamento con rinvio comporta un nuovo giudizio, non un’assoluzione. Il Tribunale di Macerata dovrà riesaminare la vicenda affrontando le carenze individuate dalla Corte.

Il punto da chiarire rimane il rapporto tra molestie denunciate, risultati delle verifiche e misure tecniche adottate o ancora da valutare. La decisione richiede una motivazione che spieghi come questi elementi conducano all’accertamento della responsabilità, confrontandosi con le argomentazioni della difesa.


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