Gli odori entrano nella valutazione ambientale di un impianto già durante l’istruttoria autorizzativa. In Abruzzo, le linee guida regionali approvate nel 2025 definiscono come affrontare questo passaggio e come intervenire quando, durante l’attività, emergono problemi di molestie olfattive.

Il quadro recepisce gli indirizzi ministeriali del 2023 per l’applicazione dell’articolo 272-bis del Testo unico ambientale. Come ricostruisce SNPA nell’approfondimento sul percorso abruzzese, il lavoro ha coinvolto servizi regionali, Arpa e aziende sanitarie, portando alla predisposizione di procedure e strumenti amministrativi condivisi. snpambiente.it

Quali attività sono interessate

Le linee guida riguardano stabilimenti con potenziale impatto odorigeno, nelle fasi di installazione, esercizio, modifica e rinnovo autorizzativo. Tra le attività considerate figurano trattamento dei rifiuti, produzione di biogas e biometano, industrie alimentari e alcune lavorazioni chimiche.

L’elenco non è esaustivo: l’autorità competente può richiedere approfondimenti anche per altre attività, valutando lavorazioni, sostanze utilizzate e localizzazione. Per le installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale, AIA, le indicazioni costituiscono un criterio minimo di tutela nell’istruttoria. bura.regione.abruzzo.it

Tre percorsi per valutare gli odori

La documentazione richiesta cambia secondo il caso. Le linee guida regionali sulle emissioni odorigene distinguono procedura estesa, procedura semplificata e relazione di ricognizione, con specifici contenuti e condizioni di applicazione.

Nella procedura estesa trovano spazio la descrizione del ciclo produttivo, l’individuazione delle sorgenti, l’analisi del territorio circostante e la valutazione della dispersione. L’esame comprende quindi sia ciò che viene emesso sia il possibile impatto sui ricettori sensibili. bura.regione.abruzzo.it

Come vengono affrontate le molestie olfattive

Un capitolo specifico riguarda i casi critici durante l’esercizio degli impianti. Il percorso comprende uno screening iniziale comunale, il tavolo tecnico, il monitoraggio e la verifica dell’impatto. Può arrivare al riesame dell’autorizzazione e prevede una fase successiva all’adeguamento. bura.regione.abruzzo.it

I Comuni possono inoltre attivare campagne attraverso strumenti digitali come Nose, coinvolgendo i residenti nella raccolta delle segnalazioni. Il problema affrontato riguarda anche la vivibilità dei luoghi: come sottolinea SNPA, gli odori possono incidere sulla qualità della vita senza essere necessariamente associati a un pericolo per la salute.


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