In Belgio un intervento con Lybover ha unito aspirazione dell’aria e trattamento delle emissioni. Secondo il fornitore, nel primo anno dopo l’installazione non sono arrivate nuove lamentele dal vicinato.

I filtri a carbone attivo di DESOTEC sono al centro di un intervento contro gli odori in uno stabilimento belga che lavora pollame e produce pasti pronti. Nel caso studio pubblicato dall’azienda, il problema riguarda le emissioni del trattamento dei reflui, contenenti anche idrogeno solforato.

Il cliente, non identificato nella pubblicazione, intendeva ampliare lo stabilimento e doveva dimostrare di aver affrontato il problema olfattivo.

Filtri a carbone attivo e captazione delle sorgenti

DESOTEC e Lybover hanno realizzato un sistema di ventilazione e trattamento, intervenendo su flottatore ad aria disciolta, deposito dei fanghi e vasca di accumulo dei reflui.

L’aria viene convogliata verso due AIRCON 3000 in parallelo, riempiti con carbone derivato da gusci di cocco, per una portata complessiva di 4.250 metri cubi all’ora. È stato inoltre confinato il contenitore dei fanghi.

I filtri sono stati installati nel secondo trimestre del 2023 e sostituiti per la prima volta nel terzo trimestre del 2024. DESOTEC riferisce l’assenza di ulteriori lamentele nell’anno successivo all’installazione e il rilascio dell’autorizzazione all’ampliamento. Sono risultati dichiarati dal fornitore nel proprio resoconto.

Come il carbone attivo trattiene i composti odorigeni

Il trattamento sfrutta l’adsorbimento: le molecole vengono trattenute sulla superficie del carbone. La scelta del materiale e il dimensionamento dipendono dalle caratteristiche del flusso da trattare.

Nell’approfondimento tecnico di DESOTEC sull’abbattimento degli odori industriali, i principali parametri considerati sono portata, composizione degli inquinanti, temperatura, umidità e perdita di pressione.

Una portata elevata può ridurre il tempo di contatto disponibile; l’umidità può compromettere la capacità di adsorbimento, mentre polveri e particelle possono ostacolare il funzionamento del letto filtrante. Per questo, la progettazione deve considerare anche le variazioni delle condizioni operative.

La gestione del materiale dopo l’utilizzo

Quando il carbone raggiunge la saturazione, il trattamento richiede la sua sostituzione o riattivazione. La riattivazione termica permette di ripristinare la capacità adsorbente mediante un processo ad alta temperatura, con sistemi dedicati al trattamento delle sostanze rilasciate.

Il caso alimentare mostra quindi un intervento che comprende captazione, filtrazione e manutenzione. Per valutare una soluzione analoga in un altro stabilimento, occorre caratterizzare le emissioni e dimensionare il sistema sulle condizioni effettive del processo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *