Le esalazioni sarebbero avvertite da mesi e raggiungerebbero anche zone lontane dagli impianti. Nel mirino un sito per la produzione di biometano, ma si attendono riscontri ufficiali. Il Comune chiede un tavolo tecnico con la Regione Calabria
Odori persistenti che dalla zona industriale arriverebbero fino alle aree circostanti, creando disagi a residenti, lavoratori e attività economiche. Succede a Corigliano-Rossano, in Calabria, dove le segnalazioni relative a possibili molestie olfattive hanno portato imprese e cittadini a chiedere verifiche sull’origine delle esalazioni.
Il problema non sarebbe episodico. Secondo quanto denunciato dall’Associazione Zona Industriale di Corigliano, i cattivi odori vengono percepiti da diversi mesi e in alcuni momenti raggiungerebbero un’intensità tale da rendere difficile svolgere attività all’aperto o semplicemente aprire le finestre degli edifici presenti nell’area.
La vicenda è arrivata anche all’attenzione dell’amministrazione comunale, mentre viene richiesta l’apertura di un confronto tecnico con la Regione Calabria.
I sospetti sull’impianto di biometano
A ricostruire il caso è anche RaiNews, che riferisce delle proteste di cittadini, operatori economici e turisti.
L’attenzione si è concentrata in particolare su un impianto nel quale vengono trattati rifiuti per la produzione di biometano.
Si tratta tuttavia di un elemento che deve essere trattato con cautela: sono ancora attesi riscontri ufficiali sull’effettiva provenienza delle emissioni odorigene. Individuare una correlazione temporale tra l’avvio o il funzionamento di un’attività e la comparsa di cattivi odori non significa infatti averne dimostrato tecnicamente l’origine.
Anche l’Associazione Zona Industriale ha chiesto controlli urgenti proprio per arrivare all’individuazione della sorgente.
Il problema arriva dentro le aziende
Il caso presenta una caratteristica interessante anche dal punto di vista delle molestie olfattive: non sono soltanto i residenti a lamentare il problema.
Le esalazioni interesserebbero una zona nella quale sono presenti attività produttive e commerciali. Gli operatori riferiscono che gli odori possono penetrare all’interno degli edifici, creando problemi per lavoratori, clienti e visitatori.
Una molestia olfattiva può infatti diventare anche un problema economico per le aziende che operano nelle vicinanze della possibile sorgente emissiva, soprattutto quando il fenomeno si ripete nel tempo.
È una dinamica frequente nelle aree nelle quali convivono attività industriali differenti, trattamento dei rifiuti e insediamenti residenziali.
Il Comune chiede un tavolo tecnico
L’amministrazione comunale di Corigliano-Rossano sta cercando di portare la questione su un piano tecnico e istituzionale.
Secondo quanto riferito dalla TGR Calabria, è stata avanzata la richiesta di un tavolo tecnico con il coinvolgimento della Regione, con l’obiettivo di individuare una soluzione capace di conciliare le attività produttive presenti sul territorio con la tutela della popolazione.
Ed è proprio questo uno dei passaggi fondamentali nella gestione delle molestie olfattive: prima di intervenire è necessario identificare con sufficiente precisione la sorgente emissiva.
La percezione dell’odore da parte della popolazione costituisce infatti un’indicazione importante, ma per attribuirne l’origine possono essere necessari sopralluoghi, campionamenti, olfattometria, analisi delle condizioni meteorologiche e, nei casi più complessi, modelli di dispersione atmosferica.
Biometano e odori: dove possono nascere le criticità
Gli impianti destinati alla produzione di biometano attraverso la digestione anaerobica possono trattare differenti matrici organiche. In strutture di questo genere la gestione dell’aria rappresenta quindi uno degli aspetti ambientali da considerare con particolare attenzione.
Le potenziali sorgenti odorigene possono essere collegate, a seconda della configurazione dell’impianto, alle fasi di ricezione e stoccaggio delle matrici, movimentazione dei materiali, pretrattamento, digestato e trattamento dell’aria aspirata dagli ambienti di lavorazione.
Per contenere le emissioni vengono utilizzate differenti soluzioni: confinamento delle aree maggiormente critiche, aspirazione dell’aria, biofiltri, scrubber, carboni attivi o sistemi combinati.
La presenza di un impianto di questo tipo, però, non permette da sola di attribuire automaticamente a esso un episodio di molestia olfattiva. È proprio per questo che monitoraggio e caratterizzazione dell’odore assumono un ruolo decisivo.
Un nuovo caso per il monitoraggio delle molestie olfattive
Quanto sta accadendo a Corigliano-Rossano rappresenta un caso interessante anche per un’altra ragione: dimostra quanto rapidamente un problema odorigeno possa trasformarsi da semplice disagio percepito in una questione territoriale che coinvolge cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche.
Il passaggio successivo sarà quindi capire se gli approfondimenti richiesti riusciranno a individuare la sorgente delle esalazioni e, soprattutto, quali eventuali misure tecniche saranno adottate per ridurne l’impatto.
Perché, prima ancora di scegliere la tecnologia di abbattimento, nel contrasto alle molestie olfattive rimane essenziale rispondere alla domanda fondamentale: da dove arriva realmente l’odore?


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