Scrubber biologico, filtro chimico-fisico e rifinizione olfattometrica lavorano in sequenza nel sistema multistadio sviluppato dall’azienda friulana. Una soluzione pensata per le emissioni odorigene più complesse

Tre differenti tecnologie integrate in un unico impianto per affrontare le emissioni odorigene più difficili. Air-Bryd di Labiotest è un sistema multistadio che combina uno scrubber biologico, un filtro chimico-fisico e uno stadio finale di rifinizione olfattometrica.

La soluzione è stata sviluppata da Labiotest, azienda friulana specializzata da oltre trent’anni nella progettazione di sistemi per il trattamento dell’aria e l’abbattimento degli odori. L’obiettivo è superare alcuni dei limiti che possono presentarsi utilizzando singolarmente le diverse tecnologie, facendo lavorare i tre trattamenti in maniera complementare.

Non si tratta quindi semplicemente di collocare tre sistemi uno dopo l’altro. Secondo quanto spiega l’azienda nella scheda tecnica dedicata ad Air-Bryd, l’impianto è progettato affinché ogni fase prepari l’effluente per quella successiva, aumentando il campo di applicazione complessivo del trattamento.

Air-Bryd di Labiotest: come funzionano i tre stadi

Il primo elemento del sistema è lo scrubber biologico.

La tecnologia sfrutta l’attività di microrganismi per degradare determinati contaminanti presenti nell’aria. Secondo Labiotest, lo stadio biologico risulta particolarmente indicato quando le emissioni presentano carichi importanti di sostanze come idrogeno solforato (H₂S) e ammoniaca (NH₃), composti frequentemente associati alle problematiche odorigene di depuratori e altri processi di trattamento.

Una delle caratteristiche di un sistema biologico è però la necessità di consentire ai microrganismi di raggiungere condizioni operative ottimali.

Ed è proprio qui che entra in gioco il secondo stadio.

Il filtro chimico-fisico interviene anche sui picchi

A valle – e in sinergia con il comparto biologico – opera un sistema di filtrazione chimico-fisica.

La sua funzione è particolarmente interessante durante la fase di avviamento dell’impianto biologico e quando si verificano variazioni improvvise delle caratteristiche dell’effluente.

Labiotest spiega infatti che il modulo chimico-fisico può reagire rapidamente a eventuali picchi di concentrazione, dando allo stadio biologico il tempo necessario per adattarsi alle nuove condizioni.

La combinazione delle due tecnologie punta quindi a risolvere uno dei problemi tipici degli impianti di trattamento dell’aria: la variabilità delle emissioni.

Un processo industriale o un depuratore non producono necessariamente un flusso odorigeno identico durante tutte le ore della giornata. Portata, concentrazione e composizione possono cambiare in funzione delle lavorazioni e delle condizioni operative.

È per questo che gli impianti multistadio vengono progettati soprattutto per situazioni nelle quali un singolo trattamento potrebbe non essere sufficiente.

L’ultimo passaggio è la rifinizione olfattometrica

Dopo il trattamento biologico e quello chimico-fisico rimane un terzo livello.

Air-Bryd utilizza una barriera osmogenica come sistema di rifinizione olfattometrica, destinata ad agire sulle molecole odorigene residue.

Secondo il produttore, i prodotti impiegati vengono diluiti in acqua e sono studiati per completare il trattamento senza generare ulteriori sottoprodotti indesiderati.

L’obiettivo del terzo stadio non è quindi sostituire i due precedenti, ma effettuare una sorta di trattamento finale dell’aria prima della sua emissione nell’ambiente.

La logica dell’impianto è proprio questa: affidare a tecnologie differenti compiti differenti.

Perché combinare più tecnologie contro gli odori

Il principio degli impianti multistadio non riguarda soltanto Air-Bryd.

Quando un’emissione contiene sostanze con caratteristiche chimico-fisiche differenti, una tecnologia particolarmente efficace contro un composto può esserlo meno nei confronti di un altro.

La progettazione di un sistema ibrido permette quindi di costruire una sequenza di trattamento sulla base delle caratteristiche effettive dell’emissione.

Prima di realizzare l’impianto, Labiotest indica infatti un percorso che comprende sopralluogo tecnico, analisi dell’emissione, eventuali prove con impianto pilota, progettazione, realizzazione e collaudo.

In presenza di situazioni particolarmente complesse è possibile effettuare anche test con impianti pilota, trattando direttamente una porzione dell’emissione per verificare quale combinazione tecnologica produca i risultati migliori prima della realizzazione dell’impianto definitivo.

Sensori e controllo da remoto

Air-Bryd può inoltre essere integrato con sensori per il monitoraggio continuo dei parametri di processo.

Il sistema può essere collegato a Internet e supervisionato da remoto, consentendo di verificare l’andamento delle condizioni operative dell’impianto.

È un aspetto che sta diventando sempre più importante anche nel settore del trattamento degli odori.

La tendenza non riguarda infatti soltanto lo sviluppo di tecnologie capaci di abbattere le emissioni, ma anche la possibilità di controllare costantemente il funzionamento dei sistemi installati e intervenire quando determinati parametri si discostano dalle condizioni previste.

Meno sostituzioni dei materiali filtranti

Un’altra caratteristica dichiarata da Labiotest riguarda la durata dei media filtranti.

Grazie all’integrazione dei tre stadi, l’azienda indica la possibilità di ottenere tempi di sostituzione superiori alle circa 8.000 ore normalmente associate ai media di uno scrubber a secco, riducendo di conseguenza manutenzione e materiali da smaltire.

Naturalmente le prestazioni effettive di un sistema di abbattimento dipendono dalle caratteristiche dell’emissione, dal dimensionamento e dalle condizioni operative. È proprio per questo che la progettazione degli impianti multistadio viene effettuata sulla base del problema specifico da affrontare.

Dal depuratore all’industria: quando serve un sistema multistadio

Le possibili applicazioni riguardano soprattutto le situazioni nelle quali composizione e concentrazione delle emissioni rendono difficile affidarsi a una singola tecnologia.

Depurazione delle acque reflue, trattamento dei rifiuti e processi industriali sono alcuni degli ambiti nei quali possono presentarsi miscele di sostanze odorigene differenti o variazioni significative del carico.

La stessa Labiotest opera con sistemi di abbattimento destinati a numerosi comparti, dalla gestione dei rifiuti all’agroindustria, fino agli allevamenti e ai processi industriali. La società è nata nel 1988 come laboratorio di analisi chimiche e si è progressivamente specializzata nel controllo delle emissioni odorigene.

Air-Bryd rappresenta bene una delle direzioni nelle quali sta evolvendo questo mercato: non cercare necessariamente una tecnologia universale contro gli odori, ma integrare sistemi differenti sulla base delle caratteristiche della singola emissione.

Una filosofia che sposta sempre di più l’attenzione dal semplice “abbattitore di odori” alla progettazione di sistemi completi per la gestione dell’aria di processo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *